programmato da sisfelix alle ore 11:49
sabato, 22 marzo 2008

"... E se non stai buono, - aggiunse Alice, - ti faccio andare nello specchio. Ti piacerebbe di andare nello specchio? Ora, se stai attento, Frufrù, e non parli tanto, ti dirò tutta la mia idea intorno alla Casa dello Specchio. Prima di tutto, v'è la stanza che si vede attraverso lo Specchio: è precisa come il salotto dove stiamo; però tutte le cose son messe alla rovescia. Salendo su una sedia la veggo tutta... tutta tranne la parte dietro il caminetto. Quanto mi piacerebbe veder quella parte! Chi sa se nell'inverno c'è il fuoco: se il nostro focolare non fa fumo, non s'indovina mai; ma se c'è fumo di qua, c'è fumo anche di là. Ma chi sa, può essere una finzione, per dare a credere che ci sia il fuoco anche di là. I libri, poi, somigliano ai nostri libri; ma le parole sono stampate a rovescio. Questo lo so; perchè ho tenuto un libro contro lo specchio, e nell'altra stanza ne hanno pigliato un altro.
«Ti piacerebbe di stare nella Casa dello Specchio, Frufrù? Chi sa, se ti darebbero il latte là dentro? Forse il latte della Casa dello Specchio non è buono da bere... E ora, Frufrù, arriviamo al corridoio. Se si lascia aperta la porta del nostro salotto si vede un pezzettino del corridoio della Casa dello Specchio: somiglia molto al corridoio nostro, ma chi sa se più in là non è diverso. Oh, Frufrù, che bellezza se potessimo entrare nella Casa dello Specchio! Son certa che ci sono tante belle cose. Fingiamo di poterci entrare, Frufrù, fingiamo che lo specchio sia morbido come un velo, e che si possa attraversare. To', adesso sta diventando come una specie di nebbia... Entrarci è la cosa più facile del mondo.»
Alice stava sulla mensola del caminetto mentre diceva così, sebbene non sapesse spiegarsi come fosse arrivata lassù. E certo il cristallo cominciava a svanire, come una nebbia lucente.
L'istante dopo Alice attraversava lo specchio e saltava agilmente nella stanza di dietro. La prima cosa che fece fu di guardare se ci fosse il fuoco nel caminetto, e fu tanto contenta di vedere che ce n'era uno vero, pieno di fiamme vive, come quello che aveva lasciato nel salotto.
«Così, qui starò calda come nell'altra stanza, - pensò Alice, - più calda, veramente, perchè qui non ci sarà nessuno che mi farà allontanare dal caminetto. Che bellezza, quando mi vedranno attraverso lo specchio e non potranno toccarmi!».
 
 
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directory : frammenti

programmato da sisfelix alle ore 23:02
mercoledì, 13 febbraio 2008

Pietro Paladini ha fatto una promessa. Ha promesso alla sua bambina di aspettarla davanti alla scuola fino alla fine delle lezioni. Lara, sua moglie, è morta improvvisamente l'estate scorsa e Pietro non sa decidersi a soffrire, non sa decidersi a ripartire. Seduto su una panchina, giorno dopo giorno riceve le visite e le rivelazioni dolorose dei colleghi, turbati da una fusione aziendale, e dei familiari, preoccupati per il suo stato di "arresto". Trasgredite le regole dell'efficienza e della produttività e abitato da una sorprendente calma, Pietro resta in  attesa del dolore e della vita dopo il dolore

Parte da qui, da un appuntamento per andarlo a vedere da una promessa a me stessa che sembra quasi un "fioretto" mal riuscito...volevo conoscere solo cosa mi era stato consigliato, cosa doveva essere quello che io chiamo un passo avanti per avere la forza di farne mille indietro... un ossimoro potente che rievoca immagini e che smuove le viscere ma non le gambe...qualche goccia che cade quando si aspetta che un giorno siano forti e irruente come un torrente...

stato di "arresto"   attesa   promessa   ripartire   decidersi  a soffrire

che alcune volte basta cambiare l'ordine!!!

che se dovessi dare un colore ad ogni emozioni io dipingerei un arcobaleno...

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programmato da sisfelix alle ore 12:47
venerdì, 01 febbraio 2008

oggi c'è il sole...non c'è vento ad intrecciare i fili sottili e ribelli...oggi è il mio buon non compleanno...ieri era il mio non buon compleanno...per 364 giorni sarà il mio non buon compleanno...oggi è il mio non buon compleanno ed è più speciale di ieri e di qualunque dei 363 buon non compleanni che vivrò...
oggi buon non compleanno a china perchè non sarà domani...
ho paura di non riuscire più a sentire niente o di non permettermi di vivere ciò che sento.....spengo la luce della candela con un soffio caldo e leggero...
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programmato da sisfelix alle ore 13:35
martedì, 22 gennaio 2008

Sensazione al tatto morbida e vellutata, percezione agli occhi cupa e scura, parole argentate che creano elettricità sinaptiche...
nel nome di dio misericordioso:
cerco rifugio nel signore dell'aurora
contro il male che fanno le cose che ha create
contro il male di una notte oscura ed opprimente
contro il male delle donne che soffiano sui nodi
contro il male dell'invido, quand'è in preda all'invidia...
Ideogrammi tradotti in altri simboli significa trasformare, e trasformare significa dare un senso diverso dal punto di partenza...si trasforma sempre e comunque!
si trasforma anche quando si ascoltano parole che sembrano descriverci e raccontarci,
anche quando si cercano parole che ci descivino e raccontino perchè non siamo in grado di trovarle e viviamo la frustrazione di non poterle materializzare, concretizzare...
Un ritorno nelle parole che non riesce a descrivere...un ritorno che parla di una nuova partenza dove il passo lento è moto...
vorrei mettere in fila più soldatini...ma la realtà è più interessante delle definizioni...
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directory : frammenti

programmato da sisfelix alle ore 21:18
sabato, 27 ottobre 2007

Oggi indosso il pigiama che mi ha regalato lui...lui che cresce in fretta e tutto gli va un pò corto, lui che sorride quando me lo dona perchè pensa: hai il doppio della mia età vero? l'ho visto crescere ed ora fatico a ricordare di quando per guardarlo mi chinavo, di tutte le volte che mi domandava se era diventato più alto di me ed io sorridendo gli dicevo: ancora qualche centimetro...ora indosso il suo odore... ognuno di noi ha un odore proprio, che non può percepire perchè ne viene assuefatto, o perchè tenta di nasconderlo agli altri con essenze chimiche e artificiali...una giornata intera con un pigiama significa che sono stanca, che voglio riposare, che accantono la teatralità, perchè tutto è stato troppo, e troppo in fretta...ogni cambiamento richiede una spesa cognitiva per la nuova forma di adattamento...mille cambiamenti richiedono un carico cognitivo che fa tremare le gambe...allora dormo...recupero...mi riposo e lascio la bambola di porcellana nell'armadio, come ogni scheletro nascosto...

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programmato da sisfelix alle ore 13:44
mercoledì, 19 settembre 2007

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programmato da sisfelix alle ore 13:16
mercoledì, 19 settembre 2007

iera sera c'era un caldo umido e afoso che toglieva il respiro, la sensazione al tatto della pelle è come quella del nastro adesivo utilizzato più volte. è strano ma continuo ad ostinarmi a dormire con la copertina di cotone colorata...vedere il display della macchina che oscilla dai 30 gradi il giorno, ai 25 della sera, ai 22 della notte tarda, con una felpa sulle spalle e al collo o comunque sempre portata con sè, sembra fuori luogo...ho sempre l'ombrello nella borsetta...forse è solo una questione di aspettative...semplicemente siamo a fine settembre...il caldo sembra meno caldo, ne sento la presenza sul corpo e nel corpo ma mi aspetto che non ci sia. se fosse agosto l'ombrello sarebbe appeso al pagliaccio di legno e gli indumenti verrebbero scelti per il loro essere freschi, larghi e colorati.

io non lo so cosa c'è nell'aria eppure dall'aria mi aspetto qualcosa...è ciò che ho appreso su di lei sul suo essere il 19 settembre...e ora sento di essere per gli altri come l'aria calda e afosa di questi giorni di estate prolungata...

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programmato da sisfelix alle ore 21:31
domenica, 26 agosto 2007

C’è che china una radio che si chiama radio amore non la ascolterebbe mai, c’è che china la mattina con gli occhi pieni di caccole salate, si trovava con stupore davanti al suo caffè allungato e inzuppava il biscotto per veder quanto tempo ci mettesse a cadere giù, c’è che china si trovava ad avere in mente in ogni momento della giornata la colonna sonora dell’estate, trovata insieme alla checca acida e se la cantava pure (in dialetto però!!!), dammi tre parole sole mare e ammoreeee… c’è che china la mattina non vorrebbe neanche parlare con il cesso , c’è che china non avrebbe mai pensato di fare il morto a galla nell’acqua alta ma tutt’al più lo stile sasso, c’è che china una maschera subacquea prima di allora pensava solo che fosse un paio di occhiali per giganti, c’è che china mica lo sapeva che era brava a saltare e che questo fosse pure considerato un ballo popolare, c’è che china mica se lo immaginava di ritrovarsi un giorno ad imparare a fare l’uncinetto in riva al mare, con le vecchiette dalle guance rosse e morbide che la osservavano, c’è che china se aveva i crampi allo stomaco pensava ma che cacchio non ho mangiato i latticini, c’è che china non dormiva e non aveva appettito e pensava: non avrò mica l’influenza?, c’è che china prima di addormentarsi e appena sveglia sognava sempre un po’ e pensava ecco gli effetti da privazione prolungata di sonno, c’è che china era in allerta e ogni minuto guardava lo schermo illuminato nella sua borsetta e pensava non sarà mica un tic nuovo, c’è che china mica avrebbe usato il controllo perché le hanno detto che è la terza regola, c’è che china mica lo sapeva che un giorno avrebbe fatto la principessa sul pisello nel castello, con musicisti e danzatori di corte fuori dalle porte del reame…
C’è che china ha ascoltato parole sagge perché popolari A’ STADA RUBBA U’ TEMPU
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directory : frammenti

programmato da sisfelix alle ore 14:45
domenica, 05 agosto 2007

ho dimenticato di leggerlo, quando aspetto con ansia che arrivi il venerdì per farlo, ho dimenticato di raccontare, quando sembra l'unica cosa che può rendermi logica, ho dimenticato di concretizzare i flussi di coscienza, quando ho paura di non renderli reali, ho dimenticato i visi, le parole e i sorrisi affettuosi, quando incosciamente li cercavo, ho dimenticato la sostanza P, quando la conservo dentro la scatoletta dei desideri, ho dimenticato quanto fosse bello, quando volevo che se lo ricordasse, ho dimenticato che si dimentica solo ciò che non si vuole ricordare...

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directory : fame chimica

programmato da sisfelix alle ore 18:01
venerdì, 22 giugno 2007

Inclino la scatola coperta di carta per far cadere l'ape maya nel water e insieme a lei cade anche il sacchetto rosso, quello delle grandi occasioni, quello che contiene il tè magico, i confetti rossi e la cannella che ormai ha disperso il suo dolce e piccante odore...l'acqua si colora di rosso ed io mi guardo la scena incapace di qualunque gesto e mi scappa una risata a pensare che è quello il posto giusto per far cadere i miei sforzi, i miei desideri, i miei sogni...i lunghi anni da piccola hermione...mi volto verso i grandi occhi e affermo con un sorriso " è questo il posto giusto...". ancora un'immagine, ancora una metafora ancora qualcosa a pungermi per non farmi addormentare...così rifletto...così penso alle risposte che non so dare e che non so darmi, così rifletto alle grandi, errate e troppo comuni credenze...alle aspettative...perchè tutti si aspettano qualcosa...tutti ci aspettiamo qualcosa...ma io cosa mi aspetto??? e mi aspetto???...è così che rifletto ai fallimenti...agli equilibri, talmente tanto delicati e sottili da far girare la testa...a tutte le volte in cui mi sento impotente, incapace di agire ma anche di gridare...vorrei solo qualcosa di reale da raccontare, vorrei solo non sfidarmi mai troppo!!!

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