Pietro Paladini ha fatto una promessa. Ha promesso alla sua bambina di aspettarla davanti alla scuola fino alla fine delle lezioni. Lara, sua moglie, è morta improvvisamente l'estate scorsa e Pietro non sa decidersi a soffrire, non sa decidersi a ripartire. Seduto su una panchina, giorno dopo giorno riceve le visite e le rivelazioni dolorose dei colleghi, turbati da una fusione aziendale, e dei familiari, preoccupati per il suo stato di "arresto". Trasgredite le regole dell'efficienza e della produttività e abitato da una sorprendente calma, Pietro resta in attesa del dolore e della vita dopo il dolore
Parte da qui, da un appuntamento per andarlo a vedere da una promessa a me stessa che sembra quasi un "fioretto" mal riuscito...volevo conoscere solo cosa mi era stato consigliato, cosa doveva essere quello che io chiamo un passo avanti per avere la forza di farne mille indietro... un ossimoro potente che rievoca immagini e che smuove le viscere ma non le gambe...qualche goccia che cade quando si aspetta che un giorno siano forti e irruente come un torrente...
stato di "arresto" attesa promessa ripartire decidersi a soffrire
che alcune volte basta cambiare l'ordine!!!
che se dovessi dare un colore ad ogni emozioni io dipingerei un arcobaleno...
Oggi indosso il pigiama che mi ha regalato lui...lui che cresce in fretta e tutto gli va un pò corto, lui che sorride quando me lo dona perchè pensa: hai il doppio della mia età vero? l'ho visto crescere ed ora fatico a ricordare di quando per guardarlo mi chinavo, di tutte le volte che mi domandava se era diventato più alto di me ed io sorridendo gli dicevo: ancora qualche centimetro...ora indosso il suo odore... ognuno di noi ha un odore proprio, che non può percepire perchè ne viene assuefatto, o perchè tenta di nasconderlo agli altri con essenze chimiche e artificiali...una giornata intera con un pigiama significa che sono stanca, che voglio riposare, che accantono la teatralità, perchè tutto è stato troppo, e troppo in fretta...ogni cambiamento richiede una spesa cognitiva per la nuova forma di adattamento...mille cambiamenti richiedono un carico cognitivo che fa tremare le gambe...allora dormo...recupero...mi riposo e lascio la bambola di porcellana nell'armadio, come ogni scheletro nascosto...
iera sera c'era un caldo umido e afoso che toglieva il respiro, la sensazione al tatto della pelle è come quella del nastro adesivo utilizzato più volte. è strano ma continuo ad ostinarmi a dormire con la copertina di cotone colorata...vedere il display della macchina che oscilla dai 30 gradi il giorno, ai 25 della sera, ai 22 della notte tarda, con una felpa sulle spalle e al collo o comunque sempre portata con sè, sembra fuori luogo...ho sempre l'ombrello nella borsetta...forse è solo una questione di aspettative...semplicemente siamo a fine settembre...il caldo sembra meno caldo, ne sento la presenza sul corpo e nel corpo ma mi aspetto che non ci sia. se fosse agosto l'ombrello sarebbe appeso al pagliaccio di legno e gli indumenti verrebbero scelti per il loro essere freschi, larghi e colorati.
io non lo so cosa c'è nell'aria eppure dall'aria mi aspetto qualcosa...è ciò che ho appreso su di lei sul suo essere il 19 settembre...e ora sento di essere per gli altri come l'aria calda e afosa di questi giorni di estate prolungata...
ho dimenticato di leggerlo, quando aspetto con ansia che arrivi il venerdì per farlo, ho dimenticato di raccontare, quando sembra l'unica cosa che può rendermi logica, ho dimenticato di concretizzare i flussi di coscienza, quando ho paura di non renderli reali, ho dimenticato i visi, le parole e i sorrisi affettuosi, quando incosciamente li cercavo, ho dimenticato la sostanza P, quando la conservo dentro la scatoletta dei desideri, ho dimenticato quanto fosse bello, quando volevo che se lo ricordasse, ho dimenticato che si dimentica solo ciò che non si vuole ricordare...
Inclino la scatola coperta di carta per far cadere l'ape maya nel water e insieme a lei cade anche il sacchetto rosso, quello delle grandi occasioni, quello che contiene il tè magico, i confetti rossi e la cannella che ormai ha disperso il suo dolce e piccante odore...l'acqua si colora di rosso ed io mi guardo la scena incapace di qualunque gesto e mi scappa una risata a pensare che è quello il posto giusto per far cadere i miei sforzi, i miei desideri, i miei sogni...i lunghi anni da piccola hermione...mi volto verso i grandi occhi e affermo con un sorriso " è questo il posto giusto...". ancora un'immagine, ancora una metafora ancora qualcosa a pungermi per non farmi addormentare...così rifletto...così penso alle risposte che non so dare e che non so darmi, così rifletto alle grandi, errate e troppo comuni credenze...alle aspettative...perchè tutti si aspettano qualcosa...tutti ci aspettiamo qualcosa...ma io cosa mi aspetto??? e mi aspetto???...è così che rifletto ai fallimenti...agli equilibri, talmente tanto delicati e sottili da far girare la testa...a tutte le volte in cui mi sento impotente, incapace di agire ma anche di gridare...vorrei solo qualcosa di reale da raccontare, vorrei solo non sfidarmi mai troppo!!!